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Terme di Casciana, via al bando che lega concessione mineraria e gestione dello stabilimento pubblico

Aperta la gara con cui Regione Toscana e Comune di Casciana Terme Lari individueranno un soggetto a cui affidare insieme le due attività. L’obiettivo tutelare posti di lavoro e servizi

Data :

22 luglio 2026

Categorie:
Comune
Terme di Casciana, via al bando che lega concessione mineraria e gestione dello stabilimento pubblico
Municipium

Descrizione

Aperta la gara con cui Regione Toscana e Comune di Casciana Terme Lari individueranno un soggetto a cui affidare insieme le due attività. L’obiettivo tutelare posti di lavoro e servizi

Scritto da Fabrizia Prota, mercoledì 22 luglio 2026 alle 15:05

La concessione delle acque delle terme di Casciana non potrà essere separata dalla gestione dello stabilimento termale pubblico. Lo hanno stabilito la Regione Toscana e il Comune di Casciana Terme Lari, che nei giorni scorsi hanno pubblicato il bando di gara per affidare ad un medesimo soggetto sia la concessione mineraria per la coltivazione del giacimento termale di Bagni di Casciana che la gestione del complesso termale e delle attività ad esso connesse, da concretizzarsi quest’ultima tramite un contratto di affitto di ramo d’azienda della società pubblica attualmente gestrice, Bagni di Casciana srl, partecipata indiretta di Regione e Comune, al momento titolare anche della concessione mineraria.

Il nuovo bando è stato presentato oggi, 22 luglio, a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione Toscana, alla presenza dell’assessore regionale con delega alle terme Leonardo Marras, del sindaco di Casciana Terme Lari Paolo Mori, dell’assessore alle società partecipate del Comune di Casciana Terme Lari Sandro Francalanci e dell’amministratore di Bagni di Casciana srl Rolando Pampaloni.

Il bando, che scade il 2 ottobre, è in linea con il protocollo d’intesa firmato dai due enti nell’agosto 2025, che per il complesso termale prevede, tra le altre cose, la salvaguardia dei posti di lavoro, la tutela del know how aziendale, la valorizzazione degli immobili funzionali all’attività e il mantenimento della centralità dello stabilimento nella vita economica, sociale, culturale e turistica del territorio comunale. Finalità queste di interesse pubblico, coerentemente con la natura del complesso, che è inoltre accreditato con il sistema sanitario nazionale come centro di riabilitazione motoria e per la cura di alcune patologie, grazie alle proprietà della sua acqua, nota come Acqua Mathelda.

“Oggi si compie un passo decisivo per il futuro delle Terme di Casciana – afferma l’assessore regionale Leonardo Marras –. Questo è un modello che tiene insieme la concessione della risorsa termale e la gestione dello stabilimento, perché siamo convinti che acqua, servizi e patrimonio non possano essere considerati elementi separati. L’obiettivo è garantire continuità, qualità e una prospettiva di sviluppo duratura”.

“Abbiamo costruito un percorso che tutela l’interesse pubblico – prosegue Marras – : salvaguarda i lavoratori, valorizza un patrimonio storico e sanitario di grande valore, mantiene la proprietà pubblica del complesso e crea le condizioni per attrarre un operatore solido, capace di investire e far crescere l’attività. Vogliamo che le Terme di Casciana continuino ad essere un punto di riferimento per la riabilitazione, il benessere e il turismo, generando nuove opportunità per tutto il territorio”.

La Regione Toscana e il Comune di Casciana Terme Lari detengono rispettivamente il 75,66% e il 24,34% di Terme di Casciana spa, società immobiliare proprietaria del complesso termale (fatta eccezione per Palazzo Poggi, storico edificio della sede delle terme, di proprietà del Comune). La società, che è in liquidazione dal 2018, controlla al 100% Bagni di Casciana srl. Del complesso termale fanno parte villa Borri, l’edificio termale, il parco termale e la palazzina della riabilitazione.

“In due anni di legislatura siamo riusciti ad individuare un percorso per mettere in sicurezza Bagni di Casciana e raggiungere l’obiettivo della chiusura della liquidazione di Terme di Casciana, aperta dal 2018 – spiega Paolo Mori, sindaco di Casciana Terme Lari –. Con dialogo e responsabilità abbiamo sbloccato una situazione che si era impantanata e non trovava via di sbocco. È stato possibile grazie alla condivisione della Regione del progetto che abbiamo prospettato, perciò ringrazio l’assessore regionale Leonardo Marras. Crediamo di aver costruito qualcosa di innovativo che può diventare un esempio anche per altre terme. Abbiamo dato vita ad un progetto che mantiene interamente la proprietà in mano pubblica, garantisce i posti di lavoro, prevede un aumento del canone d’affitto se il fatturato della società conduttrice cresce rispetto al fatturato precedente all’affitto d’azienda, abbiamo previsto la tutela del patrimonio immobiliare e della risorsa idrica. Sono orgoglioso di tutto questo”. 

“Avevamo un malato che non si riusciva a curare – conclude Mori –, ora abbiamo individuato il farmaco che deve essere rappresentato da un conduttore ‘solido’ come previsto nel bando, perché il prestigio di Terme di Casciana non merita avventurieri: gli interessi ci sono. Io sono fiducioso. Il 2 ottobre sapremo se le Terme di Casciana possono tornare ad avere la vitalità di un tempo. Ringrazio il segretario generale del Comune Alfredo Priolo e i professionisti che ci hanno seguito: il professore e avvocato Andrea Pertici, gli avvocati Luigi Murciano, Elena Baldini Orlandini e Nicola d’Anza, oltre alla liquidatrice”.

Il bando

La gara d’appalto, gestita dall’Unione Valdera, prevede una concessione mineraria per le acque termali di 20 anni, durata pari a quella stabilita per l’affitto del ramo dell’azienda gestrice. Il valore complessivo del bando è di 5,15 milioni di euro: 250mila euro all’anno per l’affitto e 7.500 euro annui per la concessione mineraria. Di questi 1,5 milioni di euro più la quota della concessione mineraria (pari a 150mila euro totali) dovranno essere versati dall’aggiudicatario nei primi tre anni, per garantire il risanamento di Bagni di Casciana e permettere la chiusura della liquidazione di Terme di Casciana. In più, dal quarto anno, il vincitore dovrà riconoscere all’azienda gestrice il 6% sul maggior fatturato rispetto al 2024.

Possono partecipare alla gara società o raggruppamenti di imprese con esperienza nei settori dei servizi di centro benessere, termali, di fitness e di assistenza sanitaria, con un fatturato annuo in almeno uno di tali settori a dimostrazione dell’esperienza acquisita, di almeno 400mila euro in cinque anni negli ultimi 10 anni. Per la capacità economica e finanziaria viene richiesto un fatturato di tre milioni per tre anni negli ultimi cinque anni.

I partecipanti dovranno inoltre presentare un piano per le manutenzioni straordinarie, garantendo lavori al complesso termale per 500mila euro che saranno compensati sui canoni di affitto a partire dal quinto anno, per un limite annuo di 35mila euro. Gli interventi ulteriori sono premiati dal bando, che valuta anche lo sviluppo dell’attività termale e l’efficientamento energetico e idrico.

(fonte Toscana Notizie, Agenzia d'informazione della giunta regionale)

 

Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2026, 18:49

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